Sconnessa, prima felice ora scontenta.

Sono stata in vacanza, sono stata sconnessa, sono ancora piuttosto sconnessa.

Mi sono goduta il mare, i risvegli lenti, il profumo dei pini marittimi, tante letture, il cibo veloce, le poche pulizie e ho portato a casa un kilo in più. Sono stata poco connessa perché non c’era molto campo e, a parte qualche foto e lettura veloce di fb, non ho quasi usato il tel.

La bipede si è divertita, ha nuotato molto, chiacchierato con amiche fino a tardi, fatto ogni tipo di sport e ha portato a casa una montagna di vestiti da lavare e stirare, tanti video e un kg in meno.

Il principe si è rilassato, ha letto tutte le forme di giornali esistenti, ha nuotato molto ed è tornato in ufficio pensando a quando farà le prossime vacanze.

Glee è stata un angioletto, ha fatto un solo bagno, ma ha corso sulla spiaggia con un labrador che si era innamorato di lei (e lei era mooolto felice).

Ma la sconnessione purtroppo continua. E questa volta non per scelta. Il nostro wi-fi funziona poco e male. Nonostante le ore in attesa per parlare con i tecnici vodafone, il risultato è scarso. Così siamo tutti a corto di Giga dal tel e ci attacchiamo al pc appena si percepisce qualche segnale dalla vodafone station.

E comunque, vacanza a parte, e connessione permettendo rieccomi nel quotidiano. Ed è proprio in questo normale quotidiano che voglio coltivare la serenità, i ritmi umani, un pizzico di egoismo e qualche attività fisica in più (non solo per perdere il kg aggiuntivo).

 

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L’estate per me.

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E’ definitivamente estate. La bipede ha finito ed è contenta. La sua camera sta assumendo aspetti normali, ma resta mooolto ancora da fare. Il principe è spesso via, ma complici le giornate più lunghe, alla sera si chiacchiera e si beve insieme (gli faccio bere il mio adorato Baileys con ghiaccio, mentre guardiamo un film).

I ritmi sono decisamente più lenti, nonostante le pulizie estreme abbiano preso il via. Le mie unghie hanno colori brillanti. L’acquisto di libri, quasi compulsivo è iniziato. La voglia di cucinare è invece definitamente partita.

Le cene con amiche sono iniziate, così come le chiacchiere via wapp…il tempo e le informazioni varie da recuperare sono molte!

I brutti pensieri legati all’esito della biopsia di mia mamma sono finiti, appena ho letto benigno, ho iniziato a vedere un futuro, anche a breve, piuttosto rassicurante.

Grazie alla bipede ho iniziato a pubblicare su Instagram. Per ora sono poco attiva ma vado a vedere le foto di altri, nonostante la bipede mi dica che non è il miglior uso di questo social.

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La libertà di qualche anno fa in un lungo viaggio on the road.

Il senso di libertà mi piace da impazzire. 

 

 

 

Fogli sparsi nell’inquietudine.

Sono gli ultimi giorni prima dell’orale della bipede. La sua stanza è un ammasso di carta, fogli scritti, fogli sottolineati, libri impilati, matite, pennarelli, magliette e pantaloncini, cuffie…..insomma nulla ha più un suo posto.

IMG_0740La sua voce mentre ripete da Pirandello ad argomenti sconosciuti di Fisica si sposta nelle varie stanze a seconda dell’andamento dell’aria esterna o dell’aria condizionata, dalle 7 di mattina e, il più delle volte, anche dopo cena.

Il gatto si è rannicchiato dietro ad un letto. Il cane spiaggiato sulle piastrelle. Il principe è spesso via per lavoro.

Ad una rapida occhiata sembra di essere in un quadro di Hopper, ma appena pronuncio una parola in più ecco che il senso di inquietudine diventa così evidente da farmi rimpiangere di aver aperto bocca.

Aspettiamo e desideriamo che lunedì arrivi presto. E dopo?

Non so perché ,ma credo che uno strano senso di vuoto riempirà le stanze e non solo.

Buon fine settimana a tutti.

 

Le info viaggiano con wapp.

Wapp…per sapere, per fare domande e (forse) avere risposte soddisfacenti.

Unknown

La bipede, dopo aver superato il test, ha deciso di iscriversi ad Economia. Sì perchè ora i test si fanno durante la quinta liceo…. Per prenotare il posto, occorre pagare un pezzo di prima rata e formalizzare  il tutto una volta conseguita la maturità. Così le ho chiesto se era proprio sicura, etc….., insomma le classiche domande da mamma (rompi). Lei ha detto che è decisa, che ha scelto un indirizzo che le piace e che è contenta. Io che pondero sempre troppo e penso e ripenso..ricordo di una conoscente che mi aveva detto che la nipote frequenta Economia proprio in quella Università. La chiamo e le chiedo il numero della ragazza. Dico alla bipede che avevo il numero e che sarebbe stato utile chiedere direttamente  a chi appunto già frequenta.

Passano giorni, ma la bipede non torna sull’argomento. Così oso chiedere “hai chiamato quella ragazza?”

“Chiamato? ma noi giovani non chiamiamo”

“E allora non hai chiesto nulla?”

“Certo che sì, via wapp. Ci siamo scritte, ha detto che è una università organizzata, che si studia molto, ma l’ambiente è  stimolante e i professori sono disponibili e non sono i vecchi baroni. E comunque io sono convita”.

“Ma scusa con wapp si mandano messaggi, non si parla bene!”

“Mamma noi parliamo con wapp, sei tu che devi usare la voce e chiami e chiedi e chiami e parli. Tutto tempo perso”

Sarà ,ma io sono rimasta ai vecchi sistemi e sto wapp mi serve solo per frasi veloci e non certo per “approfondire” alcuni concetti. Che sia il verbo approfondire il “problema”?!.

 

 

Benedizione da una splendida casa editrice

Qualche settimana fa, sono stata ad un “aperitivo con l’autore” a Vigevano, presso la Stanza di Linda. L’ospite era Alberto Ibba di NN Editore.

Già altre volte ci ero stata ed era sempre stato molto piacevole, ambiente informale, possibilità di parlare con gli autori, di andare oltre quelle che sono le solite presentazioni un po’ standard.   L’incontro con Alberto Ibba è stato così piacevole e intimo che per giorni mi sono ritrovata a pensare alle sue parole.

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Si è parlato, tra l’altro, della trilogia di Kent Haruf, partendo da Benedizione il primo pubblicato della trilogia, ma l’ultimo, in ordine cronologico  per l’autore. Ho finito il libro da poco ed è stata una lettura molto intensa. E’ una storia tutto sommato semplice, ma in questa semplicità sta il genio dell’autore  (e del traduttore) che, con una scrittura asciutta e precisa ci porta nella provincia americana, dove si vive, si muore, dove tutto è appunto la vita, quella normale. Una scrittura impeccabile.

Alberto ha parlato della casa editrice, di come lavorano, dello spirito che ha portato lui e i soci a fondare una casa editrice indipendente. Mi sono persa nel suo modo appassionato di parlare di libri, di storie, di incontri, di carta, di piacere di leggere e di parlare di libri. Ho  poi scoperto, navigando sul sito, una vera “casa” dove si possono leggere interviste, dietro le quinte, musiche legate ai libri….

Ora ho iniziato “Sembrava una felicità” di Jenny Offill, sempre di NN Editore. Io leggo sul kindle per comodità e perché così vedo meglio, ma la carta, le copertine, i consigli che vengono riportati sul retro dei libri sono così belli che la prossima volta mi sa che di questa casa editrice compro un libro di carta!

PS…lo studio per la maturità prosegue, l’ansia della bipede sale….!

 

 

 

Siamo in equilibrio (precario)…

….sopra la follia. (Sally di Vasco insegna).

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Momento Tesina – La Follia –

Eh sì la follia è stato l’argomento che la bipede ha scelto per la tesina di maturità. Follia intesa come tutto quello che non è ragione non è necessariamente follia.

L’argomento non mi sembra male, ma quanto lavoro! E siccome, oltre alla tesina, occorre ripassare ecco che pure io mi sto dando da fare, cercando di contenere la follia che caratterizza l’umore di questi giorni.

La bipede vaga per casa in un abbigliamento da “studio”, occhiaie ben in mostra e capelli legati, libri ovunque, pc acceso, matite e fogli in giro ovunque…. L’atteggiamento non è dei più gentili, la tensione comincia ad essere evidente, del resto chi non si ricorda l’ansia da maturità?

Tutto sommato siamo a buon punto, la tesina in word è quasi finita, manca la bibliografia. Da domani attaccheremo con la presentazione in power point.

A scuola finita avrà anche le mattine …”mamma non è che mi dovrò alzare alle 7 per studiare!” :-(((((.

Non vedo l’ora che arrivi il 15 di luglio! Nel frattempo sto in equilibrio e cerco di starci sopra la follia!

 

Ricordo e vado oltre

Ricordo il pettegolezzo che, dal primo giorno, volava sulle tastiere della chat interna, ricordo l’uomo dalla camicia a quadri che si è rivelato molto meglio di molti altri, ricordo quando ascoltavano le mie rare conversazioni personali per poi costruire romanzi, ricordo qualche viaggio piacevole con due colleghi leali e soprattutto competenti e lavoratori, ricordo il caffè con un ex collega che mi ha raccontato della sua voglia di avere tanti figli, ricordo dell’impegno che ci ho messo ogni giorno, ricordo della fatica che facevo a stare zitta quando sentivo discorsi improbabili su tutti e tutte, ricordo una collega che mi portava sempre le torte fatte apposta senza burro sapendo della mia allergia, ricordo di un collega che si è addormentato davanti al monitor, di quello che …………

Ho pagato, sin dal primo giorno, lo scotto di conoscere un azionista dell’azienda . Ho pagato lo scotto di avere una laurea in un’azienda di provincia dove solo gli uomini possono essere laureati e avere un ruolo non marginale. Sono stati due anni e mezzo durissimi, soprattutto dal punto di vista emotivo.

Come ogni pezzo di vita l’ho vissuto fino in fondo, con impegno, correttezza, disponibilità. Ogni esperienza serve per aumentare il proprio bagaglio professionale, ma anche per conoscere meglio se stessi.

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La luce

Ho imparato ad assaporare meglio le piccole cose, a guardare meglio dentro me stessa, a dare il giusto peso a molti aspetti della vita.

A proposito di vita…la bipede fra poco avrà la maturità…aggiornamenti a breve.

Viva la vita e viva le esperienza di vita.

 

Snapchat per chi?

Ormai da tempo vedo la bipede che guarda e posta foto su snapchat, scrive sopra le foto, fa facce strane sempre partendo da foto…insomma mi sono incuriosita e ho provato a vedere un po’ da vicino questo social (son vecchia, ma resto sempre curiosa e interessata alle novità). Peraltro la scorsa settimana c’era pure un articolo interessante su shapchat anche su Internazionale.

Premetto che la bipede è partita dicendo “mamma ma non è per te, è per i giovani, sei vecchia, nessuno della tua età si interessa a questo modo di far foto e di raccontare di sé“. Comunque le ho chiesto qualche info ed ecco che ho cominciato, o meglio ho provato a superare le mie barriere mentali e devo dire che mi sono pure divertita. E’ talmente tutto così fuori dagli schemi (i miei schemi) che mi sono messa a ridere da sola provando gli strani filtri che si trovano e che si possono applicare a tutte le foto. E poi i contenuti spariscono dopo pochi secondi o al massimo dopo un giorno il che rende il tutto ancora più “evanescente”  e pure surreale.

Ma ecco il punto dolens: trovare amici per condividere quello che pubblico. Partendo dal fatto che la bipede mi ha vietato di vedere quello che pubblica lei, mi ha consigliato di cercare tra i miei contatti telefonici, e l’ho fatto, MA NESSUNO DEI MIEI CONTATTI HA SNAPCHAT.

Questa è la prova provata che i miei coetanei o già di li non usano snapchat. Eppure ammetto che ha un suo perché! Non so se riuscirò a seguirlo, ma comunque per ora sperimento.

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Voi lo usate? Io metto qui lo screen, se qualcuno di voi è presente batta uno snapchat colpo!

Buona settimana e buon mese di maggio!

 

Nessuno scompare davvero

Ho trovato il coraggio e ho chiesto un “permesso” per uscire prima, ma non per andare dal commercialista, dal medico o per terapie varie, solo per fare qualche cosa di piacevolmente personale.

Sono uscita e con ancora il sole in fronte, ho guidato fino a quasi a Milano centro, gustandomi strade e colori come se fosse la prima volta che percorrevo quelle strade. Ho parcheggiato, ho preso la metro (e ovviamente mi sono immaginata le vite di coloro che erano vicini a me) e sono arrivata in Duomo. Mi sono fatta un piccolo regalo da Mac e poi …..Bookclub di Zelda Was a Writer. Erano mesi che non riuscivo a partecipare.

Lo schermo per le proiezioni

Ho ritrovato le ragazze che in passato avevo incontrato durante gli incontri e ho chiacchierato con persone mai viste prima. Gli incontri si svolgono alla Rizzoli (sotto la galleria). Incontri informali dove il profumo dei libri e delle parole, si mescola con il profumo delle amicizie, della condivisione, del piacere di leggere. Un’atmosfera leggera, ragazze, donne, donne adulte, donne giovanissime e qualche quota azzurra.

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Il libro del mese era “Nessuno scompare davvero” di Caterine Lacey. Le opinioni sono state divergenti. Io ho ascoltato e in parte condiviso chi ha apprezzato il libro. In particolare mi è piaciuto lo stile della scrittrice e sono stata completamente travolta dal suo viaggio mentale, è stato come essere nella sua testa. Certo non è un romanzo allegro, ma fa riflettere sulla voglia di provare (e forse non riuscire) a scappare dalla disperazione, ma anche in senso lato dalle proprie paure e dal proprio passato. La protagonista ha 28 anni, ma credo che una tale maturità (e per alcuni immaturità) di pensiero non si possa raggiungere se non dopo aver vissuto molto più di 28 anni!
Il prossimo libro che ho scaricato sul Kindle però sarà decisamente più “leggero”.
Sono tornata a casa felice (sbagliando strada e cantando John Legend a squarciagola), bipedi e quadrupedi avevano mangiato. Ero in una sorta di limbo che si è protratto fino a quando la mia mente si è detta “ questa è vita!” e il limbo è continuato….

Unknown

Save the room – John Legend –

Lei non è più virtuale.

Lei fa l’architetto, ha un figlio che frequenta la scuola internazionale a Roma, un marito che vola in tutto il mondo, una cucciola di labrador nera. Lei ha sempre scritto di se stessa e della sua vita lavorativa e professionale con trasparenza e lucidità. Lei, fino a l’altro ieri, era un’amica virtuale: la blogger Pattibum. Ho sempre sentito feeling attraverso la sue parole, le sue foto, i suoi commenti (anche in Facebook).

Complice una mia visita medica a Milano zona centrale e un  viaggio di lavoro a Milano di Pattibum,…..lei non è più solo virtuale.

Lei ha due grandi occhi azzurri. Un sorriso che conquista. Un’espressione gioiosa. Si muove sprigionando energia. Non ha rughe. Ha un accento un po’ romano che affascina.

Abbiamo passato del bellissimo tempo insieme, guardato i colori tra gli eventi del salone del mobile, mangiato e bevuto, riso, chiacchierato. Mi è sembrato di conoscerla da sempre, le confidenze sono scivolate fluide, le nostre vite hanno mostrato parecchie similitudini, i nostri modi di pensare erano in sincronia: è stata una esperienza piena di gioia e di serenità.

Evviva l’amicizia ed evviva il virtuale che è diventato reale!

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