A volte tornano…e le cose cambiano

Ciao a tutti. Innanzitutto grazie a chi è andato a cercarmi per leggermi e non ha trovato nulla. Sono mesi che non scrivo sul blog, per pigrizia, perché la vita corre veloce, perché mi sono impegnata a vivere.

Però, se volete, potete leggermi e vedere le mie immagini  su Instagram (sì dopo le spiegazioni della bipede ho imparato ad usarlo) con il nome elenasassi1. Qui mi risulta più facile e immediato unire foto ed emozioni.

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Eh sì le cose cambiano….

C’erano anni nei quali avevo tutto sotto controllo, la casa, il lavoro, la bipede, i suoi compiti, le sue attività. Tutti (principe incluso) avevano più bisogno di me, un senso di onnipotenza misto a soffocamento. Ma poi….la bipede ha iniziato a volare sempre di più. Spesso è fuori casa, in totale autonomia guida, va in Università, esce e raggiunge posti sconosciuti. Quando è casa vive in una tana, la sua camera, dalla quale ogni tanto esce chiedendo qualche informazione su diritto, economia, marketing e poi sparisce così velocemente che quasi sembra un miraggio.

In casa c’è più silenzio, il gatto e la cana però con gli anni russano di più, la televisione è più libera (Netflix si vede comodamente da pc) e quando ci si ritrova a cena si respira un calore nuovo. Si parla di attualità, di film, di nonni che diventano sordi e perdono qualche colpo.

Io e il principe abbiamo ritrovato più tempo per noi, non è che facciamo grandi cose, ma gustiamo il silenzio, una colazione fuori, un pranzo veloce insieme.

Beh in tutto questo sono più leggera (tranne che nel peso), sto imparando a godere sempre più dell’attimo, leggo e dormo pure di più.

 

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Tutto (sembra) sotto controllo

Rieccomi dopo tanto tempo. Più volte mi è venuta voglia di scrivere ma poi la pigrizia e la vita di ogni giorno hanno preso il sopravvento. Voi come state?

Io sto abbastanza bene. Ho cambiato lavoro e ora pendolo in auto 3 giorni su 5. Mi sto ambientando, ma per il momento sembra che tutto sia sotto controllo. E per me è già molto. Lavoro vicino ad un grande parco, così approfitto della pausa pranzo per camminare e starnutire, visto che l’allergia ha fatto capolino.

Oggi sono stata all’ospedale per fare le mie punturine trimestrali. Ogni volta che esco da lì mi sento fortunata e guardo il mondo con occhi più sereni. Guardo anche sempre molto bene il dottore che da anni mi segue e mi fa le punturine. Sempre molto silenzioso, discreto, preciso e sempre un gran figo di dottore.

La bipede sta studiando, per ora ha dato tutti gli esami previsti con una gran bella media. L’amore sembra aver bussato alla sua porta, ma per ora non si capisce bene se la porta resterà chiusa o aperta.

Il principe lavora sempre tanto,  ora chiacchieriamo molto la mattina presto  quando pendoliamo insieme.

E che vita sia!

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Una parte del parco che confina con il mio ufficio

La complicità nel dolore

Grande ospedale a Milano. Le luci sono sempre fioche, le porte un po’ vecchie, il pavimento in linoleum, i corridoi lunghi. I medici spesso sorridono. Ma quello che mi colpisce ogni volta è l’empatia che si crea con sconosciuti. Ognuno porta il suo dolore, la sua voglia di guarire, l’ansia del referto, l’ansia per un intervento, la gioia per un esito insperato. Si aspetta insieme, ci si sorride, si racconta la propria storia e ci si sente partecipe del dolore di ognuno. C’era una mamma che ha portato il figlio di circa 16 anni, un ragazzone che a fatica camminava, non aveva autonomia nell’uso delle mani. C’era una giovane famiglia con un neonato per un intervento neurochirurgico. C’era l’anziano ricoverato in un altro reparto, pallido e senza forze  che sulla carrozzina è stato portato  per un accertamento. C’era la signora molto giovane che alla fine ha detto “Importante è che si trovi una soluzione” con gli occhi velati dalle lacrime.

C’era tanto dolore, ma anche tanto amore e tanta speranza. Ho guardato l’ospedale quasi come un non luogo, dal quale sono uscita, con la gioia di vedere la pioggia sui vetri della mia auto.

Perché alla fine sempre dovremmo vivere le piccole gioie, ogni giorno, ogni momento.

I parziali

Questa settimana l’università della bipede ha sospeso le sezioni per gli esami parziali. Alcuni insegnanti hanno dato la possibilità di fare un parziale, un pezzo d’esame. Lunedì la bipede ne ha dato uno e oggi il secondo ed ultimo concesso al suo corso di studi. E’ stato bello averla a casa, nonostante il livello di post-it in giro e l’ansia visibile in ogni momento. La scrivania non si capisce se esiste,  è sommersa di fogli, libri, appunti, evidenziatori…, i vestiti riposano accumulati su una sedia, profumi e creme varie (alcune senza tappo) trovano sistemazioni random tra mensole e armadi, tazzine e bicchieri aspettano il mio giro per ritrovarsi serene nella lavastoviglie. Ogni tanto qualche messaggio vocale rompe il silenzio. Il panico comune alla bipede e alle sue nuove amiche, compagne di  università mi ricorda il mio terrore i giorni prima degli esami. Però il giorno dell’esame io diventavo di gesso, non sentivo nemmeno più l’ansia, ero come in una bolla di sapone sopra i libri. Come vorrei rivivere quegli anni, con l’esperienza e la testa di adesso!

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Quanto alla cucina i miei esperimenti continuano.

Quanto al corso di scrittura, dopo una pausa di 3 settimane lunedì sera ricomincia.

Quanto al fuoco da reflusso…lo combatto (oltre alle medicine) mangiando spesso e vedendo gli effetti sulla bilancia. Pazienza…qualche grammo in più spiana le rughe!

Sarà…

….che nel ponte eravamo tutti insieme, sarà che abbiamo trascorso giornate di relax mangiando e gustando cibo ad ogni ora, sarà che abbiamo dato una pausa ai mezzi pubblici e lunedì abbiamo portato la bipede all’università con i nonni al seguito (che si son emozionati, sciolti davanti a tanti edifici immensi che sovrastavano la nipotina), sarà che questa mattina c’era il sole che ha lasciato poi subito posto ad una nebbia bagnata, sarà che ieri sera ho schiacciato qualche malefico tasto e ho fatto sparire buona parte delle mail in arrivo degli ultimi anni (dopo una notte insonne questa mattina però tramite un help desk di google, stanno ritornando in vita quasi tutte), sarà che il bel progetto sta ormai per finire, sarà che sono sempre in ballo con visite ed esami e che il fuoco dell’amico Grisù mi risucchia la gola senza sosta, sarà che arriva l’inverno, ma oggi mi è presa una bella malinconia.

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foto dal web

Sarà per questo che ho deciso di mettermi in cucina e provare una torta o un clumble , almeno da rendere dolce la fine della giornata.

Dalla lettura alla scrittura

Lo so che sapete che adoro leggere. L’ho raccontato tantissime volte!

La scrittura invece mi è sempre sembrata un’arte troppo lontana dalla mia velocità, dai miei tempi, dalle mie corse, dal mio modo di limare sempre per fare in tempo a fare tutto. Però mi ha sempre affascinato. Da piccola, come tutti, ho scritto qualche pagina di diario, da grande ho scritto temi e spesso mi piaceva pure. Però non ho mai pensato di scrivere un racconto o una storia. La curiosità di scrivere però c’è e non so dove mi porterà.

E siccome le cose non succedono a caso, ecco che nella mia città è stato organizzato un corso di scrittura creativa per principianti. Un luogo magico, sembra una terrazza verso la fantasia, l’atmosfera è raccolta, il the di metà mattina mi ricorda le coccole della mamma quando ero bimba, non ci sono obblighi ma solo tanta energia. L’insegnante è dolce, coinvolgente, paziente, colta, i compagni stimolanti e simpatici. E poi ho iniziato con due amiche del cuore. E così per ora di sabato, ma poi di lunedì sera ho dato il via ad un  percorso di sperimentazione. Come mi piace!!!

Anna, l’insegnante ci guida nelle nostre prove e ci corregge i nostri errori. Ci orienta verso tecniche di scrittura che, peraltro, a me risuonano come luci quando leggo più che quando scrivo.

In compenso la ginnastica danzata ho dovuto abbandonarla, perchè la mia schiena non riusciva a reggere i movimenti.

Alcuni progetti si sono arenati, altri sono partiti.

Qualche ansia per la salute dei miei accompagna le giornate e spesso le notti. I

l reflusso e i noduli alle corde vocali stanno impegnandosi molto a farmi stare senza voce….che sia un segno anche questo del destino?  Vorrà forse dire che dovrò parlare di meno e scrivere di più?!

Buon we!

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Noi alle prese con spunti per la creatività

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Appunti al pc perché a mano non so più scrivere

 

Le nuova routine e i nuovi progetti.

L’inizio lo abbiamo lasciato alle spalle.

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Eccoci nella nuova routine.

Per la bipede fatta di treni in ritardo, di treni soppressi per scioperi, di nuove amicizie, di libri immensi, di insegnanti giovani e vecchi (ovvero più o meno della mia età), di amore per diritto pubblico e di difficoltà per diritto privato,  di riannamoramento per la matematica, di ipotesi di pre-appelli e purtroppo anche di un forte  mal di gola.

Per me di un nuovo progetto lavorativo che è partito, ma poi si è arenato, di nuovi progetti all’orizzonte. Di momenti di gioiosa solitudine tra libri e pc, di momenti nei quali mi ritrovo a parlare con Glee che, ovviamente, sembra ascoltare e soprattutto capire, di un nuovo corso di creatività e scrittura con due amiche, di un corso di ginnastica danzata il mercoledì sera, di caffè al cioccolato che mi sta creando dipendenza.

Per il principe sempre tanto lavoro e una bella dose di ansia lavorativa e di prestazione.

Per i quadrupedi….il relax era e resta il must.

Evviva la vita! Sto imparando ad apprezzarla sempre di più, forse perché sto diventando diversamente giovane?!

Inizi.

Lunedì la bipede inizierà  il suo nuovo percorso: l’università.

E’ molto emozionata, curiosa, preoccupata, un po’ ansiosa (come sempre quando ci sono novità), piena di interrogativi di vario genere …..”ce la farò?”, “non conosco nessuno”, “dovrò mangiare da sola”, “tutto quel viaggio ogni giorno”, “dovrò seguire tutte le lezioni?”, “come mi dovrò vestire?”, “ci saranno esami parziali?”, “capirò?”….

Si è preparata: abbonamento al treno, studio delle coincidenze per treni e orari delle lezioni, tagliato i capelli, letto qualche libro sui concetti basi dell’economia (avendo fatto lo scientifico sarà tutto molto nuovo), sistemato la camera, iscritta in palestra (ma la sua lezione preferita coincide con la lezione di economia aziendale), visto molti video su YouTube (ha detto che si è portata avanti, poi non avrà più tempo), comprato un’agenda (ma il telefono resta il miglior alleato), aumentato i giga sul telefono, etc…

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Università: un nuovo inizio, una nuova avventura.

Anche per me sarà un nuovo inizio. La bipede, la sua musica, le sue risate, le nostre litigate  non ci saranno per tutto il giorno. I ritmi del viaggio e dello studio me li ricordo ancora, come mi ricordo la stanchezza per studiare e frequentare. Ma mi ricordo anche gli amici (e alcuni cari amici sono ancora persone importanti nella mia vita), il piacere e la scoperta di un mondo nuovo, il sentirmi “adulta”, la voglia di andare verso la vita.

Sono emozionata, è sempre un primo giorno di scuola. La bipede è definitivamente adulta.

Tre generazioni di donne a Londra.

La scorsa settimana io, la bipede e mia mamma siamo state a Londra.

Tre donne, quattro giorni, tante emozioni. Londra è sempre bellissima e la nonna era così felice! La sua emozione era in ogni suo sguardo, persino in ogni suo movimento, quasi sembrava un’altra mamma. C’era un sole caldo, una luce fantastica, un’arietta serale che rendeva piacevole le passeggiate.

Per me una scoperta viaggiare con una mamma quasi moderna, erano davvero anni che non viaggiavamo insieme. Per la bipede una occasione di vivere la nonna in un contesto totalmente diverso da quello di tutti i giorni, una nonna che aveva voglia di ridere e di apprezzare ogni respiro.

Abbiamo camminato tanto, ammirato ogni scorcio, mangiato bene (su indicazioni della bipede e degli you tuber  che segue), riso insieme come amiche. Quasi non mi sembra vero.

Nonostante sia stata a Londra molte volte, quest’ultima è stata una occasione per apprezzare ancora di più questa città, e’ la prima volta che la vedevo con il sole. I parchi erano uno spettacolo di persone  sdraiate, di corsa, sedute, i palazzi maestosi e pieni di orologi, i turisti pochi, i londinesi con le camicie bianche e i caffè in mano, i taxisti indiani, l’assenza di code ai musei,  shopping in negozi curiosi e angoli immutati negli anni.

Viaggiare per me è sempre libertà, allegria, scoperte, vita!

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Un occhio su Londra.

Sconnessa, prima felice ora scontenta.

Sono stata in vacanza, sono stata sconnessa, sono ancora piuttosto sconnessa.

Mi sono goduta il mare, i risvegli lenti, il profumo dei pini marittimi, tante letture, il cibo veloce, le poche pulizie e ho portato a casa un kilo in più. Sono stata poco connessa perché non c’era molto campo e, a parte qualche foto e lettura veloce di fb, non ho quasi usato il tel.

La bipede si è divertita, ha nuotato molto, chiacchierato con amiche fino a tardi, fatto ogni tipo di sport e ha portato a casa una montagna di vestiti da lavare e stirare, tanti video e un kg in meno.

Il principe si è rilassato, ha letto tutte le forme di giornali esistenti, ha nuotato molto ed è tornato in ufficio pensando a quando farà le prossime vacanze.

Glee è stata un angioletto, ha fatto un solo bagno, ma ha corso sulla spiaggia con un labrador che si era innamorato di lei (e lei era mooolto felice).

Ma la sconnessione purtroppo continua. E questa volta non per scelta. Il nostro wi-fi funziona poco e male. Nonostante le ore in attesa per parlare con i tecnici vodafone, il risultato è scarso. Così siamo tutti a corto di Giga dal tel e ci attacchiamo al pc appena si percepisce qualche segnale dalla vodafone station.

E comunque, vacanza a parte, e connessione permettendo rieccomi nel quotidiano. Ed è proprio in questo normale quotidiano che voglio coltivare la serenità, i ritmi umani, un pizzico di egoismo e qualche attività fisica in più (non solo per perdere il kg aggiuntivo).

 

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