Ogni volta mi sento fortunata

Ogni 3 mesi vado qui, in questo ospedale per sottopormi ad alcuni trattamenti (non piacevoli, ma necessari per stare meglio).

Ogni volta c’è il bellissimo dottore che mi fa le punture e mi ricorda che sarebbe meglio pensare all’intervento (dietro al cervelletto), e io come sempre lo guardo nei suoi splendidi occhi blu e gli sorrido dicendo “no, ho paura, ci sono troppi rischi”.

Ogni volta aspetto il mio turno nel corridoio e provo a leggere, ma il più delle volte non ci riesco. Qui la maggior parte degli utenti non può più parlare per lesioni al cervello, per malattie neurologiche pesanti, per incidenti che hanno provocato la perdita di alcune funzioni.  Ma quello che ogni volta mi lascia sgomenta è l’età dei pazienti, quelli che superano i 70 sono sempre una minoranza, quasi tutti sono miei coetanei o molto più giovani.

Ieri, tra gli altri, c’era una ragazza su una sedie a rotelle che aveva addobbato con gli washi tape, una ragazza, alta, bella, con lunghi capelli biondi,  ma con lo sguardo nel vuoto. E poi un ragazzo  che aveva perso un braccio  e presumibilmente anche la parola dato il tipo di suoni che riusciva a emettere. E poi c’era una signora di circa 60 anni che dopo la visita è uscita dicendo “ma io ora dove vado? Devo aspettare mezz’ora e e poi rientrare, ma non so più da quale porta, perché so che sono uscita da una di queste porte ma non so già più quale”.

Ecco, anche questa volta esco con la voglia di correre, di sorridere, di guardare il mondo e di apprezzare ogni attimo. Tutto diventa più sopportabile.

E nonostante, mia mamma sia bloccata per 30 giorni per un intervento ad un piede, mi sono detta che davvero vivere il momento è il mantra da ricordare sorridendo.

Buon we!IMG_3310

 

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Quando i progetti prendono forma

Credo ancora nei sogni e nella possibilità di realizzarli. Così, complice la bipede sempre più indipendente, la diminuzione della pressione del generale calvinista che risiede in me…ho deciso di iniziare una nuova avventura con Sottolineando.

Cosa è? Una pagina FB, magari poi diventerà anche un profilo Instagram, ma troppo presto per dirlo.

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Sottolineando

Una pagina nella quale parlo di persone, di autori, di manager, di libri: ovvero la mia vera passione. Credo che si possa sempre imparare dagli altri, magari carpire qualche spunto per riflettere, un piccolo seme che ognuno poi decide di far germogliare come crede.

Per ora ho caricato solo qualche intervista, ma tantissime stanno prendendo forma.

Mi venite a trovare? E se poi siete così gentili da condividere anche la pagina… ancora super grazie!

 

 

L’estate per me.

E’ definitivamente estate. La bipede ha finito ed è contenta. La sua camera sta assumendo aspetti normali, ma resta mooolto ancora da fare. Il principe è spesso via, ma complici le giornate più lunghe, alla sera si chiacchiera e si beve insieme (gli faccio bere il mio adorato Baileys con ghiaccio, mentre guardiamo un film).

I ritmi sono decisamente più lenti, nonostante le pulizie estreme abbiano preso il via. Le mie unghie hanno colori brillanti. L’acquisto di libri, quasi compulsivo è iniziato. La voglia di cucinare è invece definitamente partita.

Le cene con amiche sono iniziate, così come le chiacchiere via wapp…il tempo e le informazioni varie da recuperare sono molte!

I brutti pensieri legati all’esito della biopsia di mia mamma sono finiti, appena ho letto benigno, ho iniziato a vedere un futuro, anche a breve, piuttosto rassicurante.

Grazie alla bipede ho iniziato a pubblicare su Instagram. Per ora sono poco attiva ma vado a vedere le foto di altri, nonostante la bipede mi dica che non è il miglior uso di questo social.

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La libertà di qualche anno fa in un lungo viaggio on the road.

Il senso di libertà mi piace da impazzire. 

 

 

 

Fogli sparsi nell’inquietudine.

Sono gli ultimi giorni prima dell’orale della bipede. La sua stanza è un ammasso di carta, fogli scritti, fogli sottolineati, libri impilati, matite, pennarelli, magliette e pantaloncini, cuffie…..insomma nulla ha più un suo posto.

IMG_0740La sua voce mentre ripete da Pirandello ad argomenti sconosciuti di Fisica si sposta nelle varie stanze a seconda dell’andamento dell’aria esterna o dell’aria condizionata, dalle 7 di mattina e, il più delle volte, anche dopo cena.

Il gatto si è rannicchiato dietro ad un letto. Il cane spiaggiato sulle piastrelle. Il principe è spesso via per lavoro.

Ad una rapida occhiata sembra di essere in un quadro di Hopper, ma appena pronuncio una parola in più ecco che il senso di inquietudine diventa così evidente da farmi rimpiangere di aver aperto bocca.

Aspettiamo e desideriamo che lunedì arrivi presto. E dopo?

Non so perché ,ma credo che uno strano senso di vuoto riempirà le stanze e non solo.

Buon fine settimana a tutti.

 

Le info viaggiano con wapp.

Wapp…per sapere, per fare domande e (forse) avere risposte soddisfacenti.

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La bipede, dopo aver superato il test, ha deciso di iscriversi ad Economia. Sì perchè ora i test si fanno durante la quinta liceo…. Per prenotare il posto, occorre pagare un pezzo di prima rata e formalizzare  il tutto una volta conseguita la maturità. Così le ho chiesto se era proprio sicura, etc….., insomma le classiche domande da mamma (rompi). Lei ha detto che è decisa, che ha scelto un indirizzo che le piace e che è contenta. Io che pondero sempre troppo e penso e ripenso..ricordo di una conoscente che mi aveva detto che la nipote frequenta Economia proprio in quella Università. La chiamo e le chiedo il numero della ragazza. Dico alla bipede che avevo il numero e che sarebbe stato utile chiedere direttamente  a chi appunto già frequenta.

Passano giorni, ma la bipede non torna sull’argomento. Così oso chiedere “hai chiamato quella ragazza?”

“Chiamato? ma noi giovani non chiamiamo”

“E allora non hai chiesto nulla?”

“Certo che sì, via wapp. Ci siamo scritte, ha detto che è una università organizzata, che si studia molto, ma l’ambiente è  stimolante e i professori sono disponibili e non sono i vecchi baroni. E comunque io sono convita”.

“Ma scusa con wapp si mandano messaggi, non si parla bene!”

“Mamma noi parliamo con wapp, sei tu che devi usare la voce e chiami e chiedi e chiami e parli. Tutto tempo perso”

Sarà ,ma io sono rimasta ai vecchi sistemi e sto wapp mi serve solo per frasi veloci e non certo per “approfondire” alcuni concetti. Che sia il verbo approfondire il “problema”?!.

 

 

Benedizione da una splendida casa editrice

Qualche settimana fa, sono stata ad un “aperitivo con l’autore” a Vigevano, presso la Stanza di Linda. L’ospite era Alberto Ibba di NN Editore.

Già altre volte ci ero stata ed era sempre stato molto piacevole, ambiente informale, possibilità di parlare con gli autori, di andare oltre quelle che sono le solite presentazioni un po’ standard.   L’incontro con Alberto Ibba è stato così piacevole e intimo che per giorni mi sono ritrovata a pensare alle sue parole.

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Si è parlato, tra l’altro, della trilogia di Kent Haruf, partendo da Benedizione il primo pubblicato della trilogia, ma l’ultimo, in ordine cronologico  per l’autore. Ho finito il libro da poco ed è stata una lettura molto intensa. E’ una storia tutto sommato semplice, ma in questa semplicità sta il genio dell’autore  (e del traduttore) che, con una scrittura asciutta e precisa ci porta nella provincia americana, dove si vive, si muore, dove tutto è appunto la vita, quella normale. Una scrittura impeccabile.

Alberto ha parlato della casa editrice, di come lavorano, dello spirito che ha portato lui e i soci a fondare una casa editrice indipendente. Mi sono persa nel suo modo appassionato di parlare di libri, di storie, di incontri, di carta, di piacere di leggere e di parlare di libri. Ho  poi scoperto, navigando sul sito, una vera “casa” dove si possono leggere interviste, dietro le quinte, musiche legate ai libri….

Ora ho iniziato “Sembrava una felicità” di Jenny Offill, sempre di NN Editore. Io leggo sul kindle per comodità e perché così vedo meglio, ma la carta, le copertine, i consigli che vengono riportati sul retro dei libri sono così belli che la prossima volta mi sa che di questa casa editrice compro un libro di carta!

PS…lo studio per la maturità prosegue, l’ansia della bipede sale….!

 

 

 

Siamo in equilibrio (precario)…

….sopra la follia. (Sally di Vasco insegna).

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Momento Tesina – La Follia –

Eh sì la follia è stato l’argomento che la bipede ha scelto per la tesina di maturità. Follia intesa come tutto quello che non è ragione non è necessariamente follia.

L’argomento non mi sembra male, ma quanto lavoro! E siccome, oltre alla tesina, occorre ripassare ecco che pure io mi sto dando da fare, cercando di contenere la follia che caratterizza l’umore di questi giorni.

La bipede vaga per casa in un abbigliamento da “studio”, occhiaie ben in mostra e capelli legati, libri ovunque, pc acceso, matite e fogli in giro ovunque…. L’atteggiamento non è dei più gentili, la tensione comincia ad essere evidente, del resto chi non si ricorda l’ansia da maturità?

Tutto sommato siamo a buon punto, la tesina in word è quasi finita, manca la bibliografia. Da domani attaccheremo con la presentazione in power point.

A scuola finita avrà anche le mattine …”mamma non è che mi dovrò alzare alle 7 per studiare!” :-(((((.

Non vedo l’ora che arrivi il 15 di luglio! Nel frattempo sto in equilibrio e cerco di starci sopra la follia!

 

Ricordo e vado oltre

Ricordo il pettegolezzo che, dal primo giorno, volava sulle tastiere della chat interna, ricordo l’uomo dalla camicia a quadri che si è rivelato molto meglio di molti altri, ricordo quando ascoltavano le mie rare conversazioni personali per poi costruire romanzi, ricordo qualche viaggio piacevole con due colleghi leali e soprattutto competenti e lavoratori, ricordo il caffè con un ex collega che mi ha raccontato della sua voglia di avere tanti figli, ricordo dell’impegno che ci ho messo ogni giorno, ricordo della fatica che facevo a stare zitta quando sentivo discorsi improbabili su tutti e tutte, ricordo una collega che mi portava sempre le torte fatte apposta senza burro sapendo della mia allergia, ricordo di un collega che si è addormentato davanti al monitor, di quello che …………

Ho pagato, sin dal primo giorno, lo scotto di conoscere un azionista dell’azienda . Ho pagato lo scotto di avere una laurea in un’azienda di provincia dove solo gli uomini possono essere laureati e avere un ruolo non marginale. Sono stati due anni e mezzo durissimi, soprattutto dal punto di vista emotivo.

Come ogni pezzo di vita l’ho vissuto fino in fondo, con impegno, correttezza, disponibilità. Ogni esperienza serve per aumentare il proprio bagaglio professionale, ma anche per conoscere meglio se stessi.

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La luce

Ho imparato ad assaporare meglio le piccole cose, a guardare meglio dentro me stessa, a dare il giusto peso a molti aspetti della vita.

A proposito di vita…la bipede fra poco avrà la maturità…aggiornamenti a breve.

Viva la vita e viva le esperienza di vita.

 

Snapchat per chi?

Ormai da tempo vedo la bipede che guarda e posta foto su snapchat, scrive sopra le foto, fa facce strane sempre partendo da foto…insomma mi sono incuriosita e ho provato a vedere un po’ da vicino questo social (son vecchia, ma resto sempre curiosa e interessata alle novità). Peraltro la scorsa settimana c’era pure un articolo interessante su shapchat anche su Internazionale.

Premetto che la bipede è partita dicendo “mamma ma non è per te, è per i giovani, sei vecchia, nessuno della tua età si interessa a questo modo di far foto e di raccontare di sé“. Comunque le ho chiesto qualche info ed ecco che ho cominciato, o meglio ho provato a superare le mie barriere mentali e devo dire che mi sono pure divertita. E’ talmente tutto così fuori dagli schemi (i miei schemi) che mi sono messa a ridere da sola provando gli strani filtri che si trovano e che si possono applicare a tutte le foto. E poi i contenuti spariscono dopo pochi secondi o al massimo dopo un giorno il che rende il tutto ancora più “evanescente”  e pure surreale.

Ma ecco il punto dolens: trovare amici per condividere quello che pubblico. Partendo dal fatto che la bipede mi ha vietato di vedere quello che pubblica lei, mi ha consigliato di cercare tra i miei contatti telefonici, e l’ho fatto, MA NESSUNO DEI MIEI CONTATTI HA SNAPCHAT.

Questa è la prova provata che i miei coetanei o già di li non usano snapchat. Eppure ammetto che ha un suo perché! Non so se riuscirò a seguirlo, ma comunque per ora sperimento.

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Voi lo usate? Io metto qui lo screen, se qualcuno di voi è presente batta uno snapchat colpo!

Buona settimana e buon mese di maggio!

 

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