Ogni volta mi sento fortunata

Ogni 3 mesi vado qui, in questo ospedale per sottopormi ad alcuni trattamenti (non piacevoli, ma necessari per stare meglio).

Ogni volta c’è il bellissimo dottore che mi fa le punture e mi ricorda che sarebbe meglio pensare all’intervento (dietro al cervelletto), e io come sempre lo guardo nei suoi splendidi occhi blu e gli sorrido dicendo “no, ho paura, ci sono troppi rischi”.

Ogni volta aspetto il mio turno nel corridoio e provo a leggere, ma il più delle volte non ci riesco. Qui la maggior parte degli utenti non può più parlare per lesioni al cervello, per malattie neurologiche pesanti, per incidenti che hanno provocato la perdita di alcune funzioni.  Ma quello che ogni volta mi lascia sgomenta è l’età dei pazienti, quelli che superano i 70 sono sempre una minoranza, quasi tutti sono miei coetanei o molto più giovani.

Ieri, tra gli altri, c’era una ragazza su una sedie a rotelle che aveva addobbato con gli washi tape, una ragazza, alta, bella, con lunghi capelli biondi,  ma con lo sguardo nel vuoto. E poi un ragazzo  che aveva perso un braccio  e presumibilmente anche la parola dato il tipo di suoni che riusciva a emettere. E poi c’era una signora di circa 60 anni che dopo la visita è uscita dicendo “ma io ora dove vado? Devo aspettare mezz’ora e e poi rientrare, ma non so più da quale porta, perché so che sono uscita da una di queste porte ma non so già più quale”.

Ecco, anche questa volta esco con la voglia di correre, di sorridere, di guardare il mondo e di apprezzare ogni attimo. Tutto diventa più sopportabile.

E nonostante, mia mamma sia bloccata per 30 giorni per un intervento ad un piede, mi sono detta che davvero vivere il momento è il mantra da ricordare sorridendo.

Buon we!IMG_3310

 

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14 risposte a "Ogni volta mi sento fortunata"

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  1. So, per cosa ti devi recare lì, e capisco la tua paura dell’intervento, neppure io lo farei. So anche che è un momento difficile e so pure che quando leggo di malanni e malattie, mi ci metto dentro anch’io. Oggi ad esempio sono venuti a mettermi le tende da sole nuove, le ho volute elettriche così farò meno fatica. Il risultato è splendido ma per ripulire tutto ho fatto molta fatica, di più di quella che consumavo prima. Di più ne risente la schiena, le ginocchia, le mani, ah, le mani, così preziose e così delicate. Mi rendo sempre conto che c’è gente che sta molto peggio, ma non mi consola, vedo scorrere i giorni, gli anni e mi godo molto poco. Chissà se riuscirò a tenere in braccio il primo nipotino, questa è una preoccupazione costante. Poi, vedo il sorriso delle mie figlie, la loro gioia di vivere. Bene, stasera prenderò una pastiglia in più e domani ci sarà il sole.

  2. Elena carissima, prima di sottoporti ad un intervento del genere, calcola – come già fai – tutti i rischi, a volte per migliorare la situazione la si peggiora… Però sento di dirti in tutta amicizia: non guardarti troppo attorno, non fare confronti, chiudi gli occhi e ascolta musica e appena puoi, fuori di lì a vivere momento per momento. Buon fine settimana e un abbraccio
    Cristina

  3. Dover frequentare posti di malattia e dolore fa riflettere e apprezzare quanto la salute sia fondamentale, anche quella un po’ traballante che ci rimane.
    Teniamola ben stretta.
    Concordo con Yourcenar. Ti abbraccio. Buon weekend

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