Lei nel dolore e nella malattia

Io e lei, amiche, ragazzine allegre. Con i nostri motorini, il mio bianco e il suo azzurro, andavamo da una parte all’altra della città, con l’acceleratore abbassato, a paletta dicevamo. Partivamo dalle feste all’ultimo e poi via veloci per non arrivare a casa oltre l’orario. Quando eravamo stanche di studiare ci chiamavamo al telefono e subito sotto casa in un attimo pronte per un giro e due chiacchiere. Lei era il sorriso, l’allegria, l’empatia, una forza della natura. Ci siamo un po’ perse negli anni, ma ritrovate in varie fasi della vita e sempre la complicità e il sentir comune ci rendeva più allegre. Lei che a due giorni dal parto ha scoperto che il bimbo che portava in grembo era morto, Lei che ha superato a fatica questo dolore, ma che alla fine ha avuto una splendida bimba che ora è una dolce ragazzina. Lei che ha curato entrambi i genitori con amore fino all’ultimo loro respiro.

Lei ora è malata. Ha combattuto con una forza e un coraggio e persino con allegria fino a qualche settimana fa. Ora però non è più lei. Lei che era una chiacchierona ha scritto “non è che non voglio parlare a te, io non riesco più a parlare e non ne ho più voglia”, lei che non guarda più fb e nemmeno Ig. Non può più mangiare da mesi, si nutre artificialmente, lei non ha più i reni, lei che non può più stare da sola, mai, sta male di giorno e notte. Le forze la stanno lasciando e il suo sguardo è sempre più perso, verso pensieri tetri che non può e non riesce più a condividere.

La penso ogni giorno e gli occhi mi diventano piccoli, le scrivo ma se che non risponderà. Ho realizzato che viva non la potrò più vedere e questo mi fa sentire impotente e arrabbiata verso la sofferenze e il male che la stanno portando via, lentamente, giorno dopo giorno. Non trovo più le parole, solo dolore. Me la vedo a casa, con la ragazzina vicina, con poche forze attaccata alla vita con il corpo e il dolore, lontana dalla vita con i pensieri e l’angoscia.

Lei ha 49 anni. Una persona generosa, precisa, onesta, perché deve soffrire così?!

 

 

 

 

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29 thoughts on “Lei nel dolore e nella malattia

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  1. Cara Elena, con questo scritto hai riaperto nel mio cuore una ferita che in realtà non si è mai rimarginata. La mia amica (non passa giorno in cui non la pensi e la ricordi allegra, solare, piena di voglia di vivere) aveva la stessa età della tua. Non ho visto da vicino le sue sofferenze, la distanza e il nostro perderci di vista anche per lunghi periodi mi ha fatto passare dieci lunghi mesi ignorando che lei non ci fosse più. Non so perché mi abbia tenuto nascosta la sua malattia (almeno finché poteva parlare o scrivere… è morta per un tumore al cervello inoperabile) ma so che è meglio così perché, superato il momento di rabbia per non essere stata avvisata nemmeno dai suoi familiari che ci consideravano due sorelle, ora il ricordo che ho di lei è fermo alla nostra giovinezza spensierata, ai caffè bevuti in attesa di un esame universitario, al nostro diventare donne, mogli, madri… abbiamo condiviso tutto per tanti anni.
    Cerca di ricordare gli attimi che avete condiviso e non lasciarti sopraffare dal dolore (anche se so che è praticamente impossibile, almeno tenta). Lei vorrebbe vederti felice e sorridente come allora.
    Un abbraccio.

  2. è molto triste pensare che una persona giovane non ci sarà più tra sofferenze e impotenza..
    Dentro di noi ci chiediamo il motivo, perché non lo riteniamo giusto.
    Mi dispiace molto per la tua amica e vi sono vicino.
    Un abbraccio forte

  3. Ciao Elena, su Fb ho letto che una tua amica ti consigliava di andare. Forse lei non parlerà, ma sentirà la tua presenza. Anche se è doloroso, anche io ti consiglio di andare. Un abbraccio.

    1. Si purtroppo una grande sofferenza . Ci resta solo la preghiera . Ho rimosso il post xche lei mi legge su Fb e non vuole che si sappia della sua situazione. Rispetto la sua volontà . Grazie per il tuo messaggio

  4. Quando leggo e sento parlare di sofferenza, di dolore fisico e psichico, penso al bene che fanno le cure palliative domiciliari, che ti accompagnano con serenità e dignità fino all’ultimo respiro, sostenendo anche i familiari più vicini. Esiste anche una legge di qualche anno fa e mi chiedo perché non viene applicata. Capisco quanta sofferenza tu stia vivendo e ti sono sinceramente vicina. Fatti forza e recupera alla memoria tutti i momenti e le sue espressioni più belle!
    Un abbraccio
    Cristina

    1. Cara da qualche giorno è attiva anche dalla mia amica l’assistenza domiciliare. Ha faticato ad accettarla, infatti sta sempre più in silenzio. Che grande sofferenza

      1. Credo che la scelta sia stata saggia per tutti. Avviarsi con dignità verso l’ultimo respiro della vita. Difficile per chi le vuol bene, ma per lei è meglio così.

  5. buongiorno Elena

    “Lei ha 49 anni. Una persona generosa, precisa, onesta, perché deve soffrire così?!”

    queste poche parole di domande ne contengono tante, tantissime, tutte senza risposta, ce le poniamo ogni volta che ci tocca associare il concetto di morte a una persona cara. Andarsene anzitempo è cosa terribile ma lo è ancor di più se costretti a passare sotto le forche caudine della sofferenza che aliena la dignità. Non esistono Dei né destini segnati, non esistono sfortune mirate e nemmeno potenti malanimi, esiste solo la crudele realtà della natura che colpisce nel mucchio col braccio del sadismo ingiustificato. Tutto ciò ogni volta ci ricorda che siamo solo mammiferi pensanti impotenti e senza difesa alcuna.

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