ImageQualche settimana fa scopro che una simpatica ragazza è incinta, lo dice lei  lungo il corridoio della azienda, è ovviamente molto felice e io per lei. Ieri, non avendola  vista da molti giorni , chiedo “La ragazza che ha detto di aspettare un bimbo non l’ho più vista, lavora nella nostra palazzina (per info l’azienda è composta da varie palazzine e io conosco ben poche persone)?” Risposta “No lavora dall’altra parte, ma il papà è Mister Colombo (uomo professionale con il quale ho a che fare molto spesso per lavoro e che si era dichiarato scherzosamente single”).

Così quando Mr Colombo ( cognome…peraltro molto diffuso nel milanese) viene nel mio ufficio per lavoro lo prendo un po’ in giro dicendo “Ehi ma mi hai detto di essere single e invece scopro che sei quasi papà, che bello, auguri!!!”. Ho usato un tono molto scherzoso e comunque trattandosi di una bella notizia era evidente la gioia dell’evento.

E invece ecco cosa mi dicono, con tono di rimprovero, “Ma cosa vai a dire, quello che ti diciamo Noi (con senso di condivisione dalla quale ovviamente sono esclusa),non lo devi dire, non dovevi dire niente al nuovo papà”.

Morale della favola – Il pettegolezzo è lecito , ma la verità no. E io che non so fingere e preferisco dire sempre frontalmente quello che penso mi sono sentita fortunatamente esclusa.

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