La scienza rivaluta i pazzi

e io ne sono felice!!! Ebbene sì lo studio del Karolinska Institutet di Stoccolma ha coinvolto 1,2 milioni di pazienti per spiegare il legame tra disturbi mentali e creatività. Sembra quindi che la malattia mentale sia il pedaggio da pagare per poter percorrere l’autostrada delle creatività. Ne sono un esempio Van Gogh, Schumann, Wallace, Munch……. e già Seneca diceva “Non esiste genio senza una vena di follia”. Ma sarà la malattia mentale a portare pensieri originali o sarà la creatività di pensiero a condurre il cervello oltre il limite del “normale”. Per ora la scienza non ha ancora trovato una risposta.

Purtroppo però nei nostri giorni c’è tanta follia che non porta a nessun aspetto creativo, …si vede poca creatività e tanta pazzia fine a stessa (basta vedere la tv).

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50 risposte a "La scienza rivaluta i pazzi"

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  1. Quella che c’è oggi non è la “Follia”….ma un insieme di ignoranza, maleducazione, violenza, egoismo e prevaricazione…..niente a che fare con la sana follia dei geni….tutt’altro! Buon fine settimana!

  2. Bisognerebbe riflettere di più sul concetto di normalità piuttosto che su quello di follia. Cos’è la normalità? Se per normalità intendiamo il conformismo allora benvenuta sia la follia. La creatività è per forza folle? Non credo… è semplicemente un gradino più in alto, è in anticipo sui tempi… e questa di solito in un mondo di conformisti la chiamano follia… 🙂 bello spunto di riflessione comunque il tuo… Pazzi saluti 😀

  3. La sana follia che conduce alla creatività è ben diversa dalla malattia mentale che sfocia nella distruzione. E ben vengano i folli visionari che ci sono e sono tanti, ma che sicuramente non girano per i media popolari.
    un saluto

  4. Purtroppo però nei nostri giorni c’è tanta follia che non porta a nessun aspetto creativo, …si vede poca creatività e tanta pazzia fine a stessa (basta vedere la tv).

    Cara Elena questa è una frase che mi hai tolto dalla tastiera 😆
    Sai che non ho mai creduto che Van Gogh fosse pazzo? Ma semplicemente un uomo solo e depresso! Ma viva la pazzia se è servita a fargli dipingere quelle meraviglie che sono i suoi lavori!
    un bacione♥

  5. Sai Elena che il tuo post mi fa riflettere, con un pò di ironia, che io lavoro quotidianamente in un ex manicomio ora restaurato, tra l’altro nello stabile dove dicono c’erano quelli più pericolosi.
    Il pensiero è, appunto, se riuscirò a trarre anche della creatività, per quella parte insana che aleggerà ancora in questi ambienti.
    Parrebbe piuttosto che si rischi qualche piccolo contagio di “fuori di testa”, ma nulla di positivo che faccia ben sperare.
    Tra l’altro le province sono in predicato di esser chiuse, per cui i fantasmi dei matti, un tempo qui ricoverati, verranno archiviati assieme!
    Scherzi a parte credo sia un dilemma non facile e sono d’accordo con altri interventi che tanta pazzia di oggi è tutt’altra cosa, spesso pure una recita che fa audience!
    Un abbraccio e ancora un felice weekend!

    1. Forse l’aria del luogo di trasmetterà quel pizzico di follia che ti consente di vivere “sereno” tra i pazzi che li vivevano :-)! Un abbraccio e buon we a te!! A prestooo

  6. c’e’ molto vero in quel che scrivi..e’ come se molti di noi per mille motivi non volessero o riuscissero a fare lo sforzo di andare oltre il noto il solito il confortante( anche se ingannevole) in alcuni il talento si traveste nei modi piu’ impensati.Dovresti leggere elogio alla follia da erasmo da rotterdam ti piacerebbe .ciao

  7. Ciao Elena,proprio in questi giorni ho riletto il discorso di Steve jobs ai neo laureati,che concludeva con una frase che mi ha colpito moltissimo:” siate affamati,siate folli” essere folli in questo senso è un ottimo augurio,concordi?un abbraccio Raffy

    1. Io credo che Steve sia un uomo grande in tutti i sensi, ha saputo individuare i bisogni nascosti e creare un mondo attorno! Ma è sempre stato con i piedi per terra, folle nella testa, pratico nella vita! Hai letto la mia mail? BAci

  8. Tralasciando la pazzia fine a se stessa, a cui fai giustamente riferimento, penso che quella che riguarda gli artisti sia dovuta al fatto che la creatività, per dare il meglio di se, abbia bisogno della massima libertà dai vincoli che il cervello generalmente pone in una persona “normale”.

    Un saluto

  9. Quindi se ho capito bene… se i tuoi bipedi gettassero i calzini ovunque in casa con un po’ sparsi qua e là… tu finalmente riusciresti ad accettarlo 🙂 hihih buon fine settimana

  10. Se come dice lo studio malattia mentale = creatività, di creativi ne avremo fin troppi. Il dubbio di questi studi, come quello norvegese, citato da melodiestonate secondo il quale se il marito aiuta la moglie in casa, divorzio assicurato, mi lasciano perplesso. Che la creatività richieda un pizzico di follia, questo è innegabile, applaudo Seneca, ma che il pizzico di follia sia sintomo di malattia mentale non mi pare una correlazione valida. Dico questo perché nel passato lo stravagante veniva internato in manicomio. Se applicassero ai nostri tempi questo algoritmo, farebbero prima a rinchiudere i sani. Occuperebbero meno spazio.
    Ricordo una battuta o qualcosa del genere che veniva raccontata. «Due matti osservano una strada attraverso le sbarre del cancello del manicomio. Dice uno:”Guarda quanti matti sono racchiusi lì”». Dipende sempre dall’osservazione soggettiva della persona.
    Buon pomeriggio
    Un abbraccio

    1. Acuta osservazione come sempre sono le tue! Questo studio, in parte ancora in corso, vuole arrivare a capire se è la follia che porta alla creatività o viceversa! Quanto ai manicomi…e la butto sul ridere…avrei persone da portare!!! bAci

      1. Avevo capito la finalità dello studio ma dubito che possa arrivare a verdetti seri e oggettivi. Se tutti i creativi diventassero folli o tutti folli diventassero creativi, si dovrebbero contare gli stupidi e i normali e per differenza il resto, perché si fa prima.
        Quanto a portare al manicomio ne avrei non pochi da portare ..
        Baci

  11. Ehi, sono d’accordo. Anche se oggi c’è sempre meno creatività… siamo troppo tecnologici e troppo assuefatti dalle comodità e dal ciò-che-mi-serve-lo-cerco-lo-trovo-e-lo-compro. Così, addio fantasia.
    Stefano

  12. Chi pensa ed ha maggiore sensibilità spesso sviluppa creativamente anche qualche disagio in più 😉 per il resto anche a me sembra che ciò che succede oggi sia più il frutto di un’incapacità di vivere che diviene patologica più che di un reale stato di malattia geneticamente rilevabile. Bacioni cara Elena e buon fine settimana

  13. La normalità é data dallo stare in un terreno ben delimitato…Se si vuole esplorare sentieri non battuti i limiti bisogna abbatterli e il ragionamento deve superare le barriere del già pensato e visto. Se questa è pazzia ben venga. Staremmo ancora nelle caverne se non ci fossero stati pazzerelli geniali…Pensa a Leonardo che si é immaginato l’elicottero. Sono convinta che qualcuno vedendo certi schizzi avrà fatto il classico gesto del dito indice sulla tempia…La genialità si diagnostica solo a posteriori purtroppo.

  14. “nullum magnum ingenium sine mistura dementiae fuit” (nessun ingegno grande fu mai senza mistura di pazzia) avrebbe mai immaginato Seneca gli innumerevoli studi che sarebbero stati fatti sull’argomento? Spero solo non ci ritroveremo tutti folli prnsando di essere creativi-geniali 😉 !!!
    Un saluto

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