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Mi ricordo una gran confusione che accompagna i miei gesti nel vestirmi, come la polvere quando si rotola sul pavimento aggrovigliandosi. Provo i due vestiti che avevo pensato di indossare, poi opto per quello più sobrio, colorato ma su fondo bianco, con uno scollo sul seno, ma solo per far intravvedere… Mi trucco con cura, faccio attenzione ai minimi particolari: occhi, ombretto, sopracciglia, mi metto il profumo che mi accompagna nelle occasioni speciali. Indosso un paio di scarpe eleganti, con il tacco e guardandomi allo specchio sono piuttosto soddisfatta del mio aspetto.

Salgo in macchina con calma, una tranquillità solo apparente, guardo lo scorrere dei minuti nell’orologio sul cruscotto, non voglio essere in anticipo, ad un tratto  comincio a sentire il cuore battere forte, guardo fuori dal finestrino e vedo  nuvole grigie e nere che mi accompagnano. Vedo la tua macchina all’incrocio. Sei lì fermo ad aspettarmi. 

Ti seguo, piano, fino ad arrivare, poche centinaia di metri dopo, al tuo cancello. In silenzio entriamo, osservo i pavimenti, le pareti, i quadri, il tavolo e la precisione con la quale, sul tavolo della cucina, trovano posto alcuni piccoli oggetti.

Il divano bianco e la luce al lead nell’angolo rendono morbidi i contorni dei pochi mobili chiari che arredano il salone e portano alla scala con i gradini in legno scuro rotondi e morbidi………..

…………..La cioccolata fatta con le tue mani  è guarnita con mandorle poste al centro della ciotola fredda, al punto giusto. Il cucchiaino è infilato con precisione sotto la mandorla, un vero invito ad assaggiare. Con piccoli gesti decisi, versi il vino e brindiamo senza sapere bene a cosa. Io osservo le tue mani, forti, corte , curate e poco dopo le sento vicino alle mie. Percepisco il calore, il desiderio e il piacere.  Parole e domande escono continuamente dalla tua bocca, parole, domande, domande, parole e io non capisco nemmeno cosa stai veramente dicendo e se credi a quello che dici………….

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